Ricordo personale: arrivederci Tom

3 Maggio 2015 Pubblicato da Dario

Dovevano essere gli ultimi mesi del 1986 o i primi del 1987. Avevo ripreso in mano gli scacchi dopo forse tre anni e mi ero da poco trasferito a Bergamo dalla provincia. La ricerca di un luogo in cui permettermi di giocare con altri ragazzi aveva condotto i miei genitori (e me, naturalmente) al numero 16 di Borgo Santa Caterina. Erano anni in cui il circolo era più vivo che mai: pieno di giovani al sabato pomeriggio, di adulti al martedì sera. Ad accoglierci, un sabato come tanti, fu naturalmente Tommaso Minerva, che agli scacchi e all’Excelsior dedicava anima e corpo. E che insegnava il gioco ai bimbi della vicina scuola elementare Rosciate, non per niente diventata una fucina di giovani talenti.
Credo fosse da poco andato in pensione o in procinto di andarci. Non ricordo. Quello di cui sono certo è che, se non ci fosse stato lui, che seppe invogliarmi a coltivare la passione per gli scacchi, forse mi sarei dedicato a un’altra attività.
Devo aver saputo che Tommaso curava una rubrica di notizie locali di scacchi quando per la prima volta ottenni un buon risultato in un torneo giovanile. Non ricordo naturalmente quale fosse. Ricordo solo che il mio nome comparve per la prima volta su L’Eco di Bergamo. E fu senz’altro anche grazie a questo, ovvero grazie a Tommaso, nuovamente, che fui spronato a metterci sempre più impegno.
Tommaso Minerva è sempre stato presente nel mondo degli scacchi bergamaschi e nella vita del circolo Excelsior, che aveva fondato, accollandosi per lunghissimo tempo il ruolo di segretario / fac-totum. Ne è stato una colonna portante, fino a quando motivi personali lo hanno costretto a ridurre sempre più il suo impegno.tom
È comunque grazie a lui se ancora non molti anni fa, nel 2011, le celebrazioni per il trentennale del circolo hanno potuto essere ospitate in una sede centrale e di prestigio come l’Urban center.
In quell’occasione, forse per la prima volta, ricordo di averlo visto quasi commuoversi, quando gli è stato consegnato un riconoscimento per i suoi tanti anni di infaticabile impegno.
Tommaso non amava praticare gli scacchi a livello agonistico, ma di certo aveva il piglio del grande scacchista: quando predisponeva un piano e fissava un obiettivo, andava fino in fondo per provare a centrarlo. Credo sia anche per questo, per la sua tenacia, che è riuscito a organizzare tornei e corsi per tanti anni, malgrado non sia stato sempre facile reperire i fondi e i mezzi.
Tommaso ci mancherà, mi mancherà. Umanamente parlando, ho con lui un inestinguibile debito di gratitudine. Impossibile trovare parole adeguate, in questo momento. Mi limito a dire: grazie mille Tommaso, grazie di tutto. E arrivederci.
Dario Mione

Nella foto: Tommaso riceve il riconoscimento in occasione del trentennale dell’Excelsior: era il 7 maggio 2011 (foto treviglioscacchi.altervista.org)

2 Responses to Ricordo personale: arrivederci Tom

  1. Mauro says:

    Grazie Dario per il tuo ricordo.
    Inutile dire che anche a me l’incontro con Tommaso ha cambiato la vita. Ecco come andò. Pochi mesi (o forse addirittura settimane o giorni) dopo la fondazione del Circolo Excelsior, Tommaso incontrò per strada mio padre. Si erano conosciuti molti anni prima, entrambi immigrati a Bergamo per lavoro, essendo vicini di stanza da una affittacamere in Via Borgo Palazzo. Quel giorno Tommaso invitò mio padre a portarmi a giocare a scacchi al circolo. E come direbbe il Manzoni, “… lo sventurato rispose.” Così approdai al salone Excelsior, e mi unii al gruppo di adolescenti che passava il sabato pomeriggio a sfidarsi senza sosta sulla scacchiera, per finire poi la giornata giocando a calcio o a basket o a boccette. Con alcuni di loro l’amicizia è continuata fino ad oggi (Paolo Mora, Claudio Buizza, Cesare Montanelli, Luca – il figlio di Tommaso), qualcuno col tempo si è perso di vista (Damiano Cassi, Vincenzo Lanni, altri di cui non ricordo nemmeno più i nomi…). Avevo quindici anni.
    Ricordo i primi tornei sociali, con il salone pieno di gente (almeno ottanta giocatori o forse più) con Tommaso che compilava a mano gli enormi tabelloni di cartone e faceva l’abbinamento dei turni con il sistema italo-svizzero raggruppando e ordinando, sempre a mano, i cartellini dei giocatori… cose impensabili per chi è cresciuto nell’era dei computer. E poi le premiazioni, veri e propri eventi organizzati da Tommaso in grande stile, con discorsi delle autorità, musica dal vivo…
    Sono passati quasi trentacinque anni da allora. Per tutto questo tempo, fino a quando non ha cominciato a stare poco bene fisicamente, Tommaso è stato come una locomotiva in corsa che divora la pianura (cito Guccini anche se Tommaso forse apprezzava di più Albano…). La sua tenacia nel perseguire le sue idee – giuste o sbagliate, nel bene e nel male – rimarrà legata al suo ricordo ed è forse, a suo modo, l’insegnamento principale che ci lascia.
    Non posso che concordare con Dario. Tommaso ci mancherà, e mi mancherà. E sicuramente non ci potremo dimenticare di lui.

  2. Paolo Mora says:

    Grazie Dario e Mauro !
    Siamo in tanti con debito di riconoscenza verso Tommaso. Molti di noi avrebbero avuto “vite diverse” se non avessero incontrato quest’uomo, probabilmente non avrei avuto la fortuna di conoscere voi due….
    Invito tutti quelli che, leggendoci, si riconoscono in questo debito a scrivere due righe, anche solo un “grazie Tommaso !”.
    Sarà bello conservare cosí la sua memoria.

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